COSTRUIAMO LE SOPRAELEVATE NEL CAMPO DEI "CAVALIERI LEALI"....
Il Reparto "La Campana" ha vissuto il campo estivo 2005 nella località "Le Cesine" gentilmente offerta dall'Amministrazione Comunale di Garaguso (MT).
Si coglie l'occasione per ringraziare il Sindaco per la fraterna accoglienza ed, in particolare, l'Assessore Sig.ra Maria Iula per la piena e solidale disponibilità accordataci per la perfetta riuscita di tutte le attività previste.
Con vera gratitudine si ringrazia altresì l'Assistente Ecclesiastico Don Agostino che, unitamente ai due Rover in servizio Davide e Lorenzo, ha dato un vero e sostanziale supporto alla Staff formata da Massimo, Loredana, Anna, Sergio e Claudio... (quest'ultimi due a noi sempre vicini, anche se non fisicamente presenti al campo: motivi di lavoro e salute ne hanno impedito la presenza).
Non per ultimi, abbracciamo i Capi Squadriglia che, così come hanno saputo fare per tutto l'anno in Consiglio Capi, sappiano ben "progettare" la loro strada negli anni a venire.
Quest'anno la Fiamma di Reparto (che testimonia lo "stile" di Squadriglia) è stata nuovamente conquistata dalle Tigri ma, essendo al loro terzo anno consecutivo, queste ultime, con giusta motivazione, l'hanno volontariamente assegnata agli Orsi.
la gara Cucina è stata vinta a pari merito dalle Volpi e dalle Tigri.
la gara Olympia è stata vinta a pari merito dagli Orsi e dalle Aquile.
la gara Costruzioni è stata vinta dagli Orsi.
A esclusivo parere della Staff, a causa di "lotte intestine" la Squadriglia Lupi non primeggia in nessuna gara. Ma in coro unanime, tutti e 7 gli scouts componenti, assicurano che l'anno a venire sarà molto diverso (in termini positivi, s'intende....).
Per effetto delle singole gare disputate, la Squadriglia degli Orsi ha vinto il Campo Estivo 2005.
Vengono proclamati Scout e Guida dell'anno: Simone Vantaggiato e Federica De Vito.
Di seguito si riporta l'intero programma che, raffrontato con la
galleria fotografica
potrà far "gustare" il clima che ha "regnato" in questo indimenticabile campo dei "Cavalieri Leali":
giovedì 30 giugno: PARTENZA - BENEDIZIONE DEL CAMPO - INIZIO DELLE COSTRUZIONI
Preghiera alla partenza
Uno dei Capi Reparto pone al centro del quadrato uno zaino, precedentemente preparato con i vari elementi che verranno poi menzionati. Durante la lettura della preghiera “Signore il mio zaino contiene…” , man mano che i vari elementi vengono menzionati il Capo Reparto li tirerà fuori e li porrà a terra.
Vicino ad ogni elemento ci saranno circa 10 cartoncini aventi la stessa forma dello stesso.
Al termine della presentazione degli elementi, ogni persona rifletterà e sceglierà uno solo fra i cartoncini presentati e da mettere con una spilla sulla propria camicia e mantenerlo come elemento su cui impegnarsi in modo particolare per tutta la durata del campo e perché no, anche dopo.
Lo scrive anche sul proprio libretto (che sarà stato consegnato prima).
Benedizione del campo.
Dopo la costruzione della Tenda dello Spirito e la lettura tratta dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini cè il discorso di Re Artù, che parlando ai suoi Cavalieri, dice di volere uomini d'onore, che siano capaci di rinnovare la scelta di seguire il Signore con un impegno chiaro e personale, superando ogni paura ed incertezza. Afferma di essere cosciente che il Signore lo aiuta nella ricerca di uomini di valore, ma ognuno di coloro che diventerà suo Cavaliere deve essere luce per consentirgli di vederlo nel buio, solo così potrà essere scelto per percorrere questo cammino di Fede condividendo difficoltà ed intuizioni con dei fratelli ed amici che ricercano il vero volto di Dio, che intendono riempirsi il cuore di gioia e cambiare profondamente la propria vita.
Segue un momento di silenzio in cui ciascuno medita se è disposto o meno ad accettare questo impegno.
La lettura del Codice d'onore è la lettura della Legge Scout, a cui segue il momento del giuramento che sarà fatto di Squadriglia, con il relativo urlo dopo che Re Artù chiede solennemente al C.Sq. la disponibilità a seguirlo.
Successivamente tutto il Reparto è pronto, con il proprio “LA CAMPANA SUONA” – “ESTOTE PARATI”
La benedizione del campo viene fatta in forma più solenne dall'A.E.
venerdì 1 luglio: COSTRUZIONI
Al mattino prima di iniziare le attività, si legge la lettura ed il salmo.
LANCIO:
“Il Regno per la Bibbia, non è un luogo fisico, un terreno, o un possedimento, ma è l'universo intero abbracciato da Dio.Molti sono i Brani riferiti al Regno.
Il Regno, rappresenta dunque la sovranità di Dio.
Tutti hanno bisogno di un luogo dove vivere, un luogo che dia sicurezza, dove sentirsi
a proprio agio. Anche Abramo aveva il suo piccolo regno, dove viveva, con la sua famiglia, dove lavorava, aveva una certa sicurezza economica anche ma il Signore aveva per lui altri progetti. Qui comincia la storia, che può essere anche la nostra:
Genesi. 12,1 Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io t'indicherò.
Ma noi siamo pronti come lui, ad abbandonare tutto, a lasciare il nostro regno per il Regno di Dio?
Noi siamo abituati a parlare, di case, di palazzi, di terreni da costruire, mentre Gesù paragona il regno alla Sua Parola che viene seminata nel nostro cuore….siamo legati alle cose terrene ,abbiamo bisogno di un posto per poter vivere………
Mt. 8,20. Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
Se noi sapremo far crescere in noi la Sua Parola, in ogni posto dove ci troveremo sotto la tenda in un campo Scout, su d'una brandina non troppo comoda, intorno al fuoco a cantare, ci sentiremo veramente dei viventi liberi e ricchi più di qualsiasi re.
Gli appartamenti del re erano lussuosi: c'erano molte camere e saloni enormi per grandi feste e pranzi.
Ma i sudditi vivevano in casupole, lavoravano molto per servire il re il loro salario era assai misero.
Sono passati molti anni da allora, ma la situazione non è cambiata: ci sono ancora regni, castelli con mura, torrioni e ponti levatoi, a dividere il povero dal ricco ……le povere case esistono ancora, molti vivono ai confini delle città, nelle baracche in piena povertà.
Gesù ci parla del suo Regno, dove saremo ammessi, se saremo capaci condividere le nostre belle case, i nostri giochi, le nostre comodità. Se sapremo rinunciare a qualche cosa per aiutare chi non ha casa.
Gesù ci parla anche di seguire un Mappa, la via quella dell'Amore, e, il Suo Regno, è anche il nostro cuore dove lui semina le Sue Parole, e noi dobbiamo saperle accogliere. I servi nel Medio Evo coltivavano la terra per il loro re, noi dobbiamo coltivare, accogliendole, le Parole di Gesù, per far crescere sempre di più la nostra capacità di amare.”
Ciascuno deve avere con se la penna.
Si distribuiscono dei cartoncini, precedentemente preparati per comporre i vari elementi del campo ad eccezione delle tende (sole, alberi, nuvole, altare, alzabandiera…)
Dietro, ciascuno completerà la frase: “ Per me lealtà è…” ed attaccherà la sagoma su un cartellone che formerà il campo.
A questo punto mancheranno le tende.
Alla preghiera serale, a ciascuno verrà consegnata la sagoma di una tenda che verranno attaccate al cartellone ed il campo sarà completamente formato.
Preghiera serale:
“Signore, ovunque sono ancora erette barriere, frontiere, vi sono ancora bianchi, neri, gialli, rossi, ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati e molti Tuoi figli accettano e/o non <<vedono >> queste barriere. Come se fosse normale che in una famiglia alcuni bambini mangiassero gli avanzi di cucina, mentre gli altri sprecano. Come se fosse normale che alcuni siano serviti e altri siano servi. Come se fosse normale che alcuni si accaniscano sugli altri, li condannino, gli tolgano la dignità di uomini, di Figli di Dio, li uccidano.Aiutaci Signore a far cadere tutti gli ostacoli che ci dividono, aiutaci ad accettare come unica differenza i doni che Tu ci hai donato e non l'avere che abbiamo tolto agli <ALTRI>.
Aiutaci Signore a vivere e far vivere la Tua Parola e diffondere il tuo Regno su tutta la terra.”
sabato 2 luglio: INAUGURAZIONE CAMPO - GIOCHI VARI DI TECNICHE SCOUT
Dopo l'issa bandiera dell'inaugurazione campo, si continuerà con due cartelloni su cui ciascun E/G dovrà rispondere a due domande, scrivendole sul cartellone:
“Quali importanti promesse storiche ricordi?”
“Quali impegni hai preso con delle promesse nella tua vita?”
Si legge la Lettura e quindi vi sarà un momento per commentare le risposte scritte, ricordando che anche Gesù ha fatto varie promesse e che la prima promessa della nostra vita è di essere cristiano.
Lettura del CREDO
Il pomeriggio è dedicato a giochi di tecniche scout.domenica 3 luglio: S. MESSA IN PAESE - SPECIALITA' E COMPETENZE - VEGLIA ALLE STELLE
Dopo la ginnastica si legge il Salmo 32.
LANCIO:
“Gli ebrei usano indossare nei giorni di festa ed in particolare nei giorni:
della richiesta di perdono (Yom Kippur) del capodanno (Rosh ha – Shanah) della Pasqua (Seder Peshac)un mantello di colore bianco chiamato in ebraico KITEL
Questo simbolo ha molti significati, la purezza, il perdono, la libertà.
Nella Bibbia troviamo molti altri significati riferiti al mantello,
L'abito è la dignità dell'uomo, l'intimità, il nostro rapporto con Dio ed i nostri fratelli.
Toccare il mantello è avere un contatto diretto con la persona.
Mantello significa l'indispensabile ciò di cui l'uomo ha bisogno sia interiormente sia esteriormente, serviva per ripararsi dal sole durante il giorno e dal freddo durante la notte e addirittura se durante il giorno a qualcuno era sequestrato il mantello dalle autorità, la sera gli era restituito perché era ritenuto indispensabile per dormire. ……possiamo paragonarlo al nostro fazzolettone che, specialmente ai campi, non dobbiamo mai toglierci di dosso o addirittura perderlo ………..ma ad un EG questo non capita mai
Dall'A.T. facciamo un salto di un po' d'anni e vediamo che il mantello è ancora di moda e penso che, allora come adesso ci fossero mantelli belli e meno belli, ma che servivano per coprirsi.I re di solito avevano il mantello rosso o di colori preziosi…….i cavalieri sulle armature indossavano dei mantelli dai bellissimi colori, tutte le persone ricche indossavano dei mantelli Che strani vestiti, pensate che nel Medio Evo gli uomini e le donne si vestivano in questo modo, i loro costumi erano preziosi, ci volevano molti soldi per confezionarli, erano pochi quelli che potevano vestirsi …... ma….nel 1230/40 uno che aveva un mantello bellissimo lo tolse e si vesti con un sacco e una corda ai fianchi ed era ………………………..
C'è anche una leggenda di un cavaliere che mentre tornava a casa incontrò uno straccione e dato che faceva molto freddo tagliò in due il proprio mantello e gliene diede metà. Quello straccione era Gesù e il cavaliere si chiamava Martino e dal quel giorno …c'è un periodo in settembre /ottobre che le giornate sono più calde e noi lo chiamiamo: l'estate di S. Martino per ricordare quell'episodio
Ma noi scout, siamo pronti e preparati per donare il nostro mantello?
Dopo si va in paese per la partecipazione alla S. Messa.
Nel pomeriggio ed a sera, si da spazio alle specialità di topografo – osservatore meteo – astronomo.
Al termine della preghiera serale vi sarà un momento di allegria senza la staff.
Al ritorno la staff si siede intorno al fuoco richiamando l'attenzione ed il silenzio.
Poi farà un discorso che parla:
del cammino,
della resistenza ad una provocazione,
della ricerca di una situazione difficile,
di un suo cedimento,
di come ha dimenticato delle offese.
Poi ogni Sq. si reca di fronte alla propria tenda, accende la lampada e si ferma a meditare nel silenzio della notte.
La staff passa da ogni singola Squadriglia a leggere Gen. 1,14-15 e invitandoli a rivolgere il loro pensiero a Dio che ha creato le stelle per tutti e le ha poste al servizio di tutti gli uomini (Gen. 15.5).
Seguirà un momento di riflessione.
Lettura del Salmo che ciascuna Squadriglia farà autonomamente su invito della staff, facendo seguire una riflessione sulla base del commento scritto sul foglio.
Successivamente, ogni Squadriglia dalla propria tenda, si riavvicina al fuoco di bivacco
lunedì 4 luglio: GARA DI CUCINA
Al mattino prima di iniziare le attività, si legge la lettura.
Si distribuiscono poi dei piatti di cartone su cui ciascuno scrive: in rosso ciò di cui sente aver bisogno per se stesso, ed in blu ciò che pensa abbia bisogno la gente che conosce, che frequenta.
Quando viene apparecchiato il tavolo per la gara di cucina, vengono messi in tavola anche questi piatti per un confronto all'interno della Squadriglia, dopo gli assaggi della staff.
Al pomeriggio o durante la preghiera serale si condividono le riflessioni di mezzogiorno.
martedì 5 luglio: ESPLORAZIONE - PREGARE CON IL SANTO ROSARIO
Al mattino dopo la ginnastica, si legge la lettura.
LANCIO:
“ La spada e lo scudo nella Bibbia sono simbolo di forza, contro il male, e di protezione.
Molto bella la definizione del Re Davide, che paragona Dio ad uno scudo che con forza lo ripara da ogni male.
Bella anche l'immagine dell'arcangelo Michele che combatte il demonio con la spada e lo scudo, che rappresentano la fede e la Parola di Dio. Noi non siamo il re Davide e nemmeno l'arcangelo Michele e poi…la spada e lo scudo non starebbero bene in mano a degli EG…. ci sono già uomini e donne che nonostante tante belle parole, congressi, dichiarazioni ufficiali strombazzate ai quattro venti, continuano a far fare le guerre agli altri.
Le uniche guerre che dovrebbero fare, sarebbero le guerre alla fame nel mondo, alle malattie, all'ignoranza.
Essere dei Cavalieri, nel Medio Evo, era un onore, che grande cosa, erano forti, armati fino ai denti, lottavano per difendere il loro re, il castello.
Ma chi difendeva i più deboli, quelli che avevano bisogno d'un po' di aiuto?
Chi si armava di bontà, pazienza e andava ad aiutare gli anziani, i malati, i bisognosi?
Nel Medio Evo, epoca di castelli re e cavalieri, sono vissuti anche grandi Santi, come San Francesco, che ha lasciato ogni ricchezza per difendere ed aiutare i poveri, da forte e ricco è voluto diventare umile e povero.”
su un cartellone che ha come cornice le armi ed i simboli della Cavalleria, si attacca al centro il simbolo della Sacra Bibbia .
l'uscita di reparto avrà lo scopo di andare a cercare la sapienza e scoprire il vero volto di Dio, attraverso la fantasia del racconto:
“Nella giungla dell'America del Sud non è facile orientarsi. Ma si sapeva che, in un posto che nessun uomo aveva mai visto, nascosto tra il verde, c'era un tesoro che avrebbe fatto la fortuna di chiunque fosse riuscito a trovarlo.
Molti avevano pensato di cercarlo, ma solo da poco tempo si erano trovati gli elementi utili. Si pensò di organizzare una spedizione. Anzi, quasi contemporaneamente, partirono dal campo base due esploratori, equipaggiati e decisi a trovare il tesoro per primi. Solo che ognuno conosceva il primo tratto di strada, e poi si sarebbe dovuto orientare da solo o, al massimo, in contatto-radio con la base. Uno dei due era un uomo molto esperto delle foreste, e si incamminò subito verso la direzione che, “a fiuto”, gli sembrava migliore, e che già conosceva, senza pensare di chiamare via-radio la base. Pensava che quei sapientoni che lavoravano solo a tavolino non gli sarebbero serviti a niente.
L'altro, invece, era un pò titubante, ed esitava a scegliere una strada. Qualche luogo gli era familiare, ma sapeva di non potercela fare da solo. Si metteva spesso in contatto con la base, da dove era anche partito un elicottero che controllava, per quello che poteva, la situazione dall'alto. Così, unendo la propria voglia di arrivare alla meta alle indicazioni precise che riceveva da chi lo aveva mandato, camminava forse più lento, ma più sicuro del suo avversario. In qualche punto avrebbe scelto la strada più facile, ma se dalla base lo informavano che conduceva a un sentiero interrotto, si fidava e cambiava rotta. Si era così instaurata un clima di fiducia e di collaborazione e il cammino procedeva
L'altro esploratore aveva guadagnato un pò di tempo, ma aveva anche trovato degli imprevisti e, nella sua stoltezza, aveva addirittura abbandonato la radio per essere più leggero. Così ben presto si perse, e dovettero anche cercarlo per trovarlo.
Non è facile capire chi sia andato più vicino al tesoro e lo abbia trovato, dopo tanta strada e anche qualche errore. Ed era un tesoro che davvero valeva la pena di trovare”.
La sera, al rientro al campo, in quadrato, si attacca il simbolo dell'Eucarestia .
Infine in un terzo momento vi è un racconto sull'amore con tanti fumetti su cui si scrivono varie situazioni che vengono fatte PER AMORE.:
“Ai giorni nostri (o quasi) sono vissuti (Gandhi, madre Teresa) e vivono tante persone che vanno a combattere armati solo dello scudo dell'amore e della spada della carità.
Ci sono delle persone che noi non conosceremo mai, che vanno a combattere la fame, le malattie, le guerre ma non facendo altre guerre con i fucili, ma con il loro amore.
E ricordiamoci bene che l'amore non è una cosa che si può imporre ma è un dono che si deve dare senza aspettarsi nulla in cambio.
SAPER AMARE
Le persone che sanno amare sono quelle che rendono bello il mondo.
Non sono gli scienziati, gli economisti, i politici, le persone che contano di più:
le persone più importanti della terra sono le persone profondamente buone.
Perché sono loro che sanno dare alla gente quello di cui la gente ha più bisogno: la bontà.
Chi porta bontà comunica pace, sicurezza, forza, perché comunica Dio.
Abbiamo bisogno di tante cose: di salute, di pane, di lavoro, di tranquillità, di pace,
ma più di tutto abbiamo bisogno di bontà, di gente che alzi il livello di bontà sulla terra,
che trasmetta amore, perché abbiamo bisogno di Dio.Coi soldi, si dice, si fa tutto. Non è vero! Le cose più importanti non si comprano con i soldi! Invece è vero che con l'amore si ottiene tutto, anche i cuori di pietra non resistono davanti a una persona profondamente buona, capace di amare, perché l'amore è la potenza di Dio sulla terra.
Abbiamo bisogno di gente che insegni ad amare. Non ci vogliono lauree per insegnare ad amare, basta amare! Anche l'analfabeta può essere maestro e può insegnare.
Se abbiamo gente che sa amare, abbiamo maestri di bontà che incrementano sulla terra l'amore, persone che rendono sensibile e visibile la presenza di Dio tra gli uomini.
Amare è calarsi nei problemi degli altri, è sacrificare il proprio tempo, è aiutare le persone fino in fondo come sa fare Dio con ciascuno di noi. Amare è comprendere, è perdonare, è cambiare il male con il bene. Amare è dare affetto, attenzione, forza a chi non ce l'ha.
Amare è dare, senza attendere il ricambio, come fa Dio con noi, senza stancarsi mai.
Quando sei paziente mentre tutti perderebbero la pazienza, quando ti controlli davanti ad un pensiero negativo,
quando fermi una parola di condanna che sembrerebbe a tutti legittima,
stai diventando esperto in amore.
Amare è fermarsi accanto ad ogni pena senza passare oltre,
è trovare il tempo per uno che soffre mentre manca il tempo per te e per le tue cose.
Amare è rendere presente Dio in mezzo alla gente.
Quando tu ami, anche se non ti accorgi,
il volto di Gesù si illumina in te,
la luce di Gesù brilla nei tuoi occhi,
il sorriso di Gesù passa sulle tue labbra.
“ Signore, moltiplica sulla terra le persone capaci di amare,
perché gli uomini hanno troppo bisogno di Te! ”
I ragazzi esporranno i vari fumetti e una voce fuori campo (Rover fuori dal quadrato ed alle spalle dell'EG) al termine di ciascuno dirà “E' PER AMORE” .
Si attacca sul cartellone il simbolo del cuore con dentro tutti i fumetti scritti.
Alla preghiera serale si chiederà agli E/G il significato del cartellone e ci sarà un momento di riflessione comunitaria e di dibattito.
mercoledì 6 luglio: OLYMPIA - LA NOTTE DEI TOTEM
Prima della ginnastica mattutina, si esegue la lettura a più voci dal II Libro di Samuele.
Si fa un racconto sull'amicizia, rappresentandolo :
Giorgio, un ragazzo di tredici anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre.
Ad un tratto le chiese: "Mamma, come si fa a conservare un amico quando fmalmente si è riusciti a trovarlo?".
La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l'alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva.
Tenne invece ben aperta l'altra mano: la sabbia vi restò tutta.
Giorgio osservò stupito, poi esclamò: "Capisco".
segue il lancio di un gioco (che può durare a lungo nella giornata, con un richiamo delle esperienze durante il bivacco) che consiste nel porre attenzione a una persona del Reparto che si conosce poco scoprendo più cose possibili, soprattutto sulle sue doti.
LANCIO:
“Lo scettro o semplicemente un bastone, ha moltissimi riferimenti biblici, anticamente era segno di dignità e potenza, di forza.
Mosè era munito di bastone, di scettro, simbolo del suo peregrinare, di essere guida per il suo popolo.
Nell'antichità il segno di comando era un bastone e poi con il passare degli anni ….qualcuno inventò lo scettro ….forse anche per comodità, era fatto di materiali preziosi e veniva tramandato di padre in figlio
Tutti i Re avevano lo scettro come simbolo del potere e anche i re del Medioevo avevano uno scettro, per dimostrare a tutti di essere loro che comandavano. Però, capitava che ogni tanto, qualcuno oltre a spodestare il Re …gli prendesse lo scettro e tutti quelli che erano i segni del Regno
Anche a Gesù, quelli che lo avevano giudicato e condannato a morte, avevano dato uno scettro: Mt. 27,29.con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». Probabilmente non avevano capito niente, Gesù non aveva bisogno di scettri per far vedere che era un Re. Lui dimostrava il suo potere passando tra la gente povera e gli ammalati guarendoli e chiamandoli fratelli, amici. Gv. 15, 15.Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici,
Essere amici di Gesù, come lo era San Francesco e San Giorgio, essere amici di un Re senza lo scettro, di un Re il cui unico potere è L'AMORE.
C'era anche chi approfittava del suo potere, ricordate la storia di Robin Hood, e del cattivo re Giovanni che faceva pagare le tasse ai suoi sudditi, lui era sempre più ricco e i poveri sempre più poveri?
Non tutti i Re però erano così, per fortuna.
Anche questo Reparto ha uno scettro …. Ed è questa gloriosa Fiamma….ma a noi non serve come simbolo del potere ma come simbolo della unità del nostro Reparto…….
Noi non abbiamo bisogno di avere scettri per dimostrare la nostra forza, il nostro potere, la nostra forza deriva dall'amore che abbiamo gli uni per gli altri.
Signore, a chi non piace giocare?
Anche tu avrai giocato, a Nazareth, con gli amici, e poi la mamma ti chiamava per dirti che la cena era pronta.
E tu andavi, felice. Felice, perché avevi giocato. Felice, perché Dio era sempre con te, anche durante il gioco.Ed eri sempre corretto, gentile, simpatico con tutti. E tutti volevano giocare con te
per divertirsi senza litigare.
Grazie, Signore perché sei con me quando prego,
quando dormo, quando soffro, ma anche quando gioco, perché dove qualcuno sorride tu sei sempre lì a sorridere con lui.Aiutami a divertirmi senza prendere in giro gli altri, facendoli partecipi della mia gioia, senza escludere nessuno.
Come facevi tu, perché anche tu giocavi.Aiutami a vincere……....Anzi, no!
Aiutami a fare sempre del mio meglio
e poi, vinca il migliore! Con te tutto è più bello, anche il gioco!Grazie, Signore!”
TOTEM:
con il gioco dei bufali contro i leoni si stabilisce chi fra i totemandi dovrà superare le prove più dure
gioco :
i totemizzati, contrapposti ai totemandi che sono dall'altra parte di un rettangolo di gioco, devono cercare di prenderli e sollevarli da terra mentre si cerca di raggiungere l'altra sponda al grido: “TOTEM”. Il totemando sollevato da terra, passa nella squadra dei totemizzati. Gli ultimi totemandi ad essere presi subiranno le prove meno dure durante la notte (si fa per dire…). L'eventuale unico a non essere mai preso e sollevato, potrà avere il totem senza fare le prove notturne (sarà una sua scelta… e qui si vedrà il vero coraggio!!!
Le cerimonia delle prove notturne sarà concordata dai totemizzati.giovedì 7 luglio: HIKE - MISSIONI DI SQUADRIGLIA
Viene chiamato il Con.Ca e si dice ai Capi Sq. di radunare la Sq. davanti alle rispettive tende.
I membri della Staff si recano uno per ciascuna Squadriglia e leggono una delle Letture proposte. Comunicano a quanti sono interessati della partenza degli Hyke e lasciano loro il tempo per prepararsi lo zaino.
Quindi accompagnano la squadriglia in quadrato per la cerimonia della partenza degli Hyke che inizia davanti all'altare per la celebrazione della S. Messa, la quale è sospesa alla Liturgia della Parola.
Si consegna a ciascun E/G almeno tre talenti, con una faccia stampata come se fossero vecchie monete e l'altra lasciata libera.
La faccia lasciata libera deve poi essere compilata, scrivendo in che cosa ci si sente migliorati durante questo anno, dai singoli E/G.
Per i partenti durante questo importante momento della loro vita scout, per gli altri almeno una dopo un momento di PP.
Dopo la partenza dell'Hyke, i restanti fanno un riflessione comunitaria è una sorta di gioco.
Si compone un cartellone con 18 foglio colorati sui quali si scrivono (una per foglio) le seguenti parole:
CERTEZZA – REALTA' – AUTENTICITA' – GIOIA – TEOREMA – DOLORE – EVIDENTE – ESATTO – INDISCUTIBILE – DISCREZIONE – INTUIZIONE – SINCERITA' – DIALOGO – RISPETTO – RIFLESSIONE – DUBBIO – OBIETTIVITA' – LOGICITA'.
Si costruisce un dado che deve essere lanciato sul cartellone; dove questo cade si deve collegare la parola data con la verità o un fatto reale.
Dopo pranzo, le Sq. riconoscono l'EG futuro/a Capo Sq., fanno il grido (senza la presentazione) e dalla Staff ricevono una missione da compiere.venerdì 8 luglio: RIENTRO DEGLI HIKE - CONSIGLIO DELLA LEGGE - ANIMAZIONE DI STRADA A GARAGUSO
Nella mattinata si accolgono gli Hyke con la lettura dalla Genesi e dal Manuale del Guerriero della Luce.
Gli Hyke si accompagnano per la celebrazione della parte restante della S. Messa iniziata ieri.
Alla fine, ci sarà un momento comunitario in cui ciascuno consegna i suo i talenti e, se vuole, condivide la sua riflessione.
Nel pomeriggio il Consiglio della Legge:
tappe – specialità – premi gare – Scout e Guida dell'anno – Fiamma di Reparto.
In serata è prevista una animazione cittadina, concordata con il Sindaco, alla quale si spera partecipino gli scout di Accettura.sabato 9 luglio: SMONTAGGIO DEL CAMPO - VISITA DEI GENITORI
Dopo il Salmo si inizia lo smontaggio del campo (anche alla presenza di eventuali genitori).
Si inizia a caricare il camion del magazzino.
A pranzo si condividono le leccornie portate dai gneitori dei ragazzi.
domenica 10 luglio: SANTA MESSA - CHIUSURA CAMPO - RIENTRO - RINNOVO DELLA PROMESSA SCOUT IN SEDE
Dopo la lettura del Salmo, chi lo desidera esprime il passo che più lo ha colpito.
Riflette personalmente su cosa significa fare un atto di coraggio e come può continuare con coraggio l'avventura del campo e si prende un impegno che scrive su un cartoncino e che esprime agli altri in modo non verbale.
Al rientro, dopo aver riposto il magazzino, si fa l'issa bandiera in sede con il LANCIO:
Nella Bibbia è simbolo di gloria, di omaggio, di vittoria.
Avete mai visto un re senza corona? Tutti i re ne possiedono una o forse anche di più.
Nel Medio Evo i re avevano corone molto preziose, incastonate di smeraldi, brillanti e rubini. Queste corone erano il simbolo della loro grandezza, della loro regalità. Tutti i sudditi s'inchinavano al loro cospetto. Erano da tutti chiamati “Sua Maestà”.
Gli uomini s'incoronano di successo, di vittorie conquistate con la forza, spesso limitando la libertà altrui, lasciandosi guidare dall'orgoglio e la presunzione. Dio invece pone su di noi la Sua Corona, una corona di amore
Anche Gesù si è lasciato mettere sul capo una corona ma una corona speciale: “Una corona di spine”.
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo.Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo
….e tutto questo non può essere un racconto da leggere nel giorno in cui stiamo tutti rientrando nelle nostre rispettive famiglie
Il Sacrificio di Gesù è l'inizio di un grande sogno……….
Dio sogna che tutti possano possedere e vivere senza che qualcuno sia nella privazione o altri sprechino. Dio sogna in grande e chiede di soccorrere, incontrare, aiutare e pregare per quelli che ti hanno fatto del male, ignorato o neppure preso in considerazione. Il sogno di Dio arriva a chiedere di perdonare quando si ha la certezza di essere nella ragione, di dare la propria vita anche per i nemici, perché, li stà il massimo dell'amore che uno può realizzare.
Il sogno personale e intimo di Dio è stato nascondersi per nove mesi nel ventre di sua Madre e cercarsi un Padre per far capire al mondo quanto sia brutta la solitudine, quanto sia triste rimanere orfani.
E' talmente grande il sogno di Dio, da non poter fare a meno di ognuno di noi: diversi, unici, irripetibili, e insostituibili. Il sogno di Dio è il bene dell'uomo, ovunque egli sia, viva, lavori, si batta e soffra sotto le bandiere più diverse.
Dio sogna l'uomo libero, perché Lui lo ha creato così.
E' quello di un Padre, il sogno di Dio, che vuole incontrare ogni suo figlio ma, soprattutto gli smarriti, gli emarginati, gli abbandonati, gli ultimi.
GESU' SI E' FATTO UOMO PERCHE' OGNI UOMO POSSA VIVERE DA UOMO PER SEMPRE.
QUESTO E' IL SOGNO DI DIO E TU SOLO PUOI AIUTARLO A REALIZZARE QUESTO SOGNO.
entre si esegue il canto della Promessa, si dona a ciascuno la corona (distintivo Promessa di metallo) applicato sul mantello (fazzolettone).